Troppa fiducia a scatola chiusa. Anche da club e calciatori
18Come un lutto. E il risveglio è stato come un tuffo al cuore. Non era un incubo, purtroppo è tutto maledettamente vero. Il Messina non c’è più. Il “capolavoro” della mancata iscrizione è stato compiuto. Dopo mesi di messaggi imbonitori, di apparente normalità, di sorrisi e progetti, di stadio futuristico con l’effetto del nuovo “Celeste”, di oltre mille abbonati che hanno creduto ciecamente a ciò che gli veniva propinato. Un castello di sabbia che ieri si è sgretolato per un semplice motivo. Mancavano le fondamenta.
E oggi, chi ha deciso di sponsorizzare mediaticamente, alcuni mesi fa, l’ingresso di Franco Proto e del suo staff, se la cava con un silenzio assordante, oppure con poche righe asettiche o con la solita “salsa” del pesante fardello ereditato. Insomma, neanche il buonsenso di spiegare perchè era stato deciso di scommettere a occhi chiusi sul “cavallo vincente” Proto. Che di attenuanti ne ha qualcuna (imprenditori messinesi assenti) ma di colpe altrettante. La prima di essersi imbattuto, da solo, in un’avventura più grande di lui. E qui c’è stato il primo grande equivoco.
Tutti eravamo convinti che Proto ci avrebbe fatto stare tranquilli almeno per l’ordinaria amministrazione. “Lavoreremo duro per abbattere il monte debiti – disse Proto l’1 Marzo dopo aver rilevato il Messina – ci vorrà qualche anno ma vogliamo farcela”. Quindi il patron e il suo staff parlavano solo della situazione debitoria. Per scalare quella montagna servivano anni, ma l’ordinaria amministrazione (stipendi, contributi e fidejussione) per i tifosi era una cosa scontata. E gli stessi sostenitori peloritani che giustamente sono scesi in campo – dopo la “marcia” dei calciatori fin sotto l’azienda di Stracuzzi – si sono invece fidati delle parole e del carisma di Proto che ha dispensato pillole di normalità e compattezza. Salvo poi svelare, dopo un po’ di tempo, di aver detto subito ai propri collaboratori di non essere il “salvadanaio” del Messina e di avere l’intenzione di mettere sul piatto al massimo 250mila euro. Concetto ribadito anche pubblicamente, tra l’altro, in una intervista in una emittente regionale. Cosa che ha creato un lieve attrito con la tifoseria, con un faccia a faccia il 25 maggio allo stadio che causò un momentaneo “silenzio” di Proto di qualche giorno e il rinvio del lancio della campagna abbonamenti. Quattro giorni dopo, il 29 maggio, Proto rivede i capi club e promette che la questione stipendi sarà risolta, annunciando un nuovo sforzo economico e la stipula di un contratto importante con uno sponsor che avrebbe dato liquidità alle casse.
Il 30 maggio Proto scrive una lettera indirizzata ai tifosi tramite gli organi di informazione. Tranquillizzati i supporter, scatta la campagna abbonamenti. Ma da questo momento in poi, i capiclub si concentrano solo sulla raccolta del maggior numero di tessere, senza vigilare più su cosa stesse succedendo realmente all’interno della società sul fronte stipendi e contributi.
E neanche il dietrofront dell’imprenditore Barbera del 20 maggio fu interpretato nella giusta misura. Eppure qualche capoclub, pur essendo venuto a conoscenza della motivazione addotta da Barbera (additato da Proto e dal dg Manfredi di avere usato l’episodio come un pretesto per tirarsi indietro) ha continuato a dare fiducia all’operato della società. Poi sappiamo come è andata a finire. Aspettiamo, ovviamente, che qualcuno ci smentisca.
PIANETA MESSINA
Sono sconcertato non avrei mai e poi mai potuto immaginare di arrivare a questa amarissima conclusione
Adesso cosa sono capaci i facoltosi imprenditori di Messina??!!!!!Costruire una società nuova è forte!!!!!!!
Giuseppe io non ci credo più, se già gli imprenditori hanno dimostrato che non gliene frega niente dell’acr messina, perché dovrebbero interessarsi ora. Quella brutta casta pensa solo a riempirei le tasche. Per quel che mi riguarda mi hanno distrutto un sogno, per me esistono e esisteranno solo due colori: Giallo e rosso.
Del senno di poi ne sono piene le fossa…. Ma bisognava buttarlo fuori , dopo averlo ringraziato, a fine maggio. Come sempre siamo solo noi gli sconfitti! Vorrei sapere come stanno “i tifosi” in società e all’interno dell’imprenditoria messinese… Adesso, che nessuno tiri fuori CDM o Camaro per favore non dateci ancora una volta ragione nell’aver maledetto quel play off di promozione…..
Deve rinascere un nuovo ACR Messina punto e basta!
meglio ripartire con dignità in promozione piuttosto che passare al cdm, solo che dovremmo avere per forza un altro nome che non sarà acr messina.
Anche i giornalisti messinesi sono stati complici di questo scempio (tranne pianeta messina e messinaoggi) ..dov’è oggi la grande radio che osannava il venditore di fumo?
Al di lá di tutto quello che é successo e che ancora stento a crederci, dico solo che ciò che ho fatto, buttare 100€ per un abbonamento, lo rifarei altre 1000 volte, solo per amore del mio messina. Sebbene ho sempre sperato che ci potesse essere speranza di salvezza e un futuro per il mio messina, ad oggi non vedo né l’uno né l’altro. Forse sbaglio ad essere così disfattista ma ahimè imprenditori di un certo calibro non ce ne sono qui in Sicilia e fuori dalla Sicilia se ne sbattono di noi. Mi restano i ricordi, i ricordi di quando varcai la soglia del celeste nel 1998 per la prima volta, le emozioni, l’esultanza ad ogni goal, la promozione in serie b ai play off col catania, la serie A……e quando dopo il fallimento scese in serie D, io ero lì al San Filippo, sempre pronto a tifare per il mio messina, ricordo ancora la partita pareggiata 0-0 col cosenza che sancì la matematica promozione in lega pro, l’8-1 col nissa….e ora il nulla. Un nodo alla gola mi viene….mi dispiace ma io non vedo futuro :'(
Ad oggi mi vengono in mente le parole di mio cognato che è di Acireale, che mi ha detto al momento dell’acquisto di Proto del Messina, che il Messina andava verso il fallimento perché il Signor Proto non aveva un euro, non è stato capace di acquistare l’Acireale proprio perché ostentava una proficua condizione economica, ma poi veramente non aveva un soldo, condivido il parere del lettore Paolo, a Proto hanno dato tutti un enorme fiducia, tranne la Vs. testata e messinaoggi, che in tempi non sospetti avevano visto giusto.
Per quanto riguarda la ripartenza non è un dramma con una Società seria si può risalire facilmente vedi il caso del Venezia e del Parma e della Reggina, ripartiti dalla Serie D, serie che ci spetta di diritto per bacino di utenza e blasone, altro che ripartire come sento dire dall’Eccellenza o dalla Promozione, ma che facciamo scherziamo noi siamo il Messina, no con tutto il rispetto il Troina.
Ci vogliono 150 000 euro a fondo perduto per richiedere la serie D partendo dal fallimento..mi sembra difficile
Sono di Varese e sto aspettando di versare 100 o 200 euro alla società che deve sostenere il Messina, perchè ci siamo bloccati? Cosa ci vuole a pubblicare un Iban pro Messina. I tifosi del Nord non vedono l’ora di aiutare il Messina Per favore fate qualcosa, non affidatevi al sindaco altrimenti ripartiamo dal campionato allievi. Forza messina anche in terza categoria
Filippo non si può fare niente. L’idea dell’azionariato era bella ma i soli 2000 tifosi sparsi in tutto il territorio italiano non possono neanche alla lontana cancellare i debiti di questa società di clown.
Dimenticatevi che a Messina ci sono circa 250.000 abitanti, al messinese medio che vive a Messina non gli importa nulla della squadra e non gli importa nulla della città poichè per natura è cafone, strafottente e ignorante.
ECCO COSA SUCCEDE IN UNA CITTA’ NORMALE:
Lunedì sarà aperto il bando pubblico, che consentirà a chi vuol proporsi al timone del “nuovo” Mantova di presentare offerte scritte con relative garanzie, economiche, morali e tecniche. Offerte che sarà possibile presentare fino al 21 (ma i tempi potrebbero anche essere accorciati) e che saranno vagliate quindi da un comitato cittadino, che deciderà entro il 25 a chi affidare il titolo sportivo di serie D che il sindaco dovrà richiedere alla Figc.
ACCORINTI SVEGLIATI!!
quello che dice Paolo, lo dicevo sulla pagina del sito il Messina siamo Noi, mi hanno deriso tutti come se era fantascienza, mentre in passato altre piazze vedi Venezia, Parma, Reggina, hanno avuto il titolo di Serie D con l’interessamento del Sindaco del Luogo, per stare proprio vicini a noi basta guardare i dirimpettai del Presidente Praticò persona perbene e molto oculata.
Rosario purtroppo a messina sembrano cose dell’altro mondo, bisogna cercare di ripartire subito..se a reggio ce l hanno fatta non capisco perché non ci possiamo riuscire anche noi. Ormai è inutile piangere sul latte versato bisogna fare il possibile per partire dalla D con persone serie! ribadisco il sindaco deve darsi una mossa.
Pianeta Messina, spiegate al giornalista Marco Capuano della Gazzetta del Sud, che fare un anno sabbatico di calcio, corrisponde a dover ripartire dalla 3^ categoria, perché la F.I.G.C. consegna il titolo di Serie D su richiesta del Sindaco della Città, soltanto quest’anno che è relativo al fallimento dell’ACR Messina, dal prossimo anno si può ripartire solo dalla 3^ categoria, almeno cosi lo spiega al signor Barbera, perché è stata una sua cazzata uscita oggi sul quotidiano di Messina, per fare un esempio si veda dove si trova il Treviso, che ha rinunciato al titolo nell’anno del fallimento e oggi naviga in Promozione.
Anno sabbatico?…assurdo ma perché dobbiamo farci sempre del male.
Concordo con te Paolo, bisogna puntare sulla serie D altrimenti sarebbe una catastrofe. Il problema però é: si riuscirà a trovare imprenditori per un serio progetto? Il sindaco farà qualcosa? vedi i rispettivi di Catanzaro e Mantova…….ma qui siamo un’altro mondo. Nell’eventualità si riuscisse a effettuare un progetto serio che già a conclusione della stagione 2017-2018 potesse portare il messina a riconquistare la serie c, sarei disposto a investire i 100€ che mi saranno restituiti per farmi l’abbonamento per la serie D. In fondo non vedo grandi squadre da temere in serie D (sempre se l’idea di un serio progetto con i contro coglioni va in porto)
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